167-671 il Blog della BandaBassotti

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Mostra fotografica – Il Ritratto

Sono stata invitata a presentare alcune fotografie per una mostra avente come tema “Il Ritratto” e, a quanto pare, sono piaciute! Sei di quelle inviate sono state scelte per l’esposizione: sono orgogliosa ed emozionata (è la prima volta infatti che le mie fotografie vengono esposte pubblicamente!). Allego qui la locandina della mostra, per chi fosse dalle mie parti .. e nella sezione Fotomania pubblico le foto che sono state scelte!

 

Posted 2 years ago at 7:23 am.

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Giringiro in Provenza

LA NOTTE DI SAN LORENZO
Il vento quella mattina si è accontentato i portarmi via le due magliette lasciate ad asciugare sulle sedie del terrazzino.
Le ho poi ritrovate aggrovigliate ad una pianta di ciliegie, poco lontano e mi è pure toccato rilavarle.
La sera prima avevamo fatto tardi, mangiando formaggio e bevendo vino rosso, guardando le stelle, schiacciavamo al volo zanzare con sonori schiaffi all’aria.
Mi faceva un pochino male la testa, di sole ne avevo preso fin troppo, tanto che le mie braccia avevano ormai il colorito di un raccoglitore di pomodori in piena estate.
La notte di San Lorenzo, cadono le stelle, come scintille scappate da un immenso crogiuolo sospeso così in alto che non se ne distingue il bagliore.
In quel giardino, senza luci, senza distrazioni, si riusciva a distinguere facilmente la Via Lattea, man mano che gli occhi si abituavano al buio le stelle prendevano confidenza e facevano capolino a miliardi, regalando interessanti geometrie che nonostante fossero a me familiari, come a molti del resto, non avevano per me un nome, fatta eccezione per qualche costellazione resa celebre dai cartoni animati e dai romanzi di mare.
Io lì a guardare le stelle mentre il mondo perdeva importanza, ogni ricordo scompariva e dopo tanto, tantissimo, tempo, finalmente tornava tutt’uno con me stesso.
Il rumore appena distinguibile dell’acqua che cadeva nella grande fontana di pietra squadrata rendeva il contesto al limite del verosimile, che pace, sono io e sono felice, lontano da ogni paura e da ogni peso che nei giorni qualunque rende faticoso ogni passo.
Ne avevo fatti di chilometri in moto quel giorno, per non contare quelli a piedi, girando tra i filari delle viti che si accingevano a far maturare i loro grappoli, ora scuri come il colore delle prugne mature, ora invece chiari come una mela acerba.
Ecco una stella cadente, lunga silenziosa, vivida e subitanea, colpisce la mia fantasia portandomi indietro, quando da bambino esprimevo sempre lo stesso desiderio, recitavo lentamente sempre le stesse parole: “Fai stare bene tutte le persone che conosco e non farmi mai rimanere solo”.
Il desiderio candido nella sua semplicità non aveva certo avuto realizzazione ed io avevo imparato a soffrire, riuscendo a difendermi a volte fuggendo a volte lottando, optando più spesso per la prima soluzione.
Il sentore caldo e avvolgente della muffa del Camembert rapiva il mio naso, subito rimesso in essere dai profumi del buon vino che seguiva ad ogni boccone, via uno via l’altro, ubriaco ed imbambolato di vino e di vita.
Il mio fidato coltellino svizzero faceva sempre il suo dovere, affilato come un bisturi, mi cavava sempre d’impaccio, ogni volta che mi serviva, come il tipo di quella serie tv degli anni ottanta, dove con un rotolo di scotch ed un temperino, riusciva a costruire una mietitrebbia oppure un reattore nucleare perfettamente funzionante.
Profumo di fiori, meraviglia, profumo di estate, delizia, profumo di solitudine, scelta, profumo di pace, scoperta.
Ancora una stella, più breve nella sua manifestazione, intensa, appena una scintilla che quasi mi coglie impreparato, torno al cielo e li vedo chi non posso più vedere davvero, lassù non vi sono cherubini o santi, solo stelle, in numero infinito, ma voglio che in un angolo vi sia spazio anche per chi ho amato e che sempre continuerò ad amare fortemente, più di me stesso, esprimo, ancora il mio vecchio desiderio, sorrido al pensiero di come la vita decida di cambiare direzione da un secondo all’altro, riuscendo a portare con se ogni certezza e creandone istantaneamente di nuove, per poi rimestare tutto e riconcatenare il destino secondo i nuovi capricci del caso.
Il vino è in piena opera, colgo appena la terza stella, le chiedo di ridarmi mio padre e subito rido di me, mentre le lacrime devastano i miei occhi e fanno esplodere il mio cuore, ” sciocco che sei”, mormoro a mezza bocca, tanto basta per riprendere il controllo, per richiudere tutto in fondo al cuore ed impedire che possa scappare fuori la minima traccia del passato.
Vedo nel buio l’ala argentata di un grosso gufo reale che silenziosamente attraversa il cielo per scomparire alla mia sinistra, la seguo con lo sguardo e li colgo la quarta stella, immensamente luminosa, lunga nella sua scia e lentissima, quasi rallentata nel suo movimento.
Ancora chiedo al cielo di essere nuovamente sereno, mi giro e ti vedo avvolta in una maglia grigia che seduta su di uno scalino mi aspetti, anche se è buio intravedo il luccichio delle lacrime che bagnano le tue guance, muovo allora qualche passo verso di te che mi sorridi e li comprendo che non sono lacrime di tristezza ma di gioia.
Bevi dalla mia bottiglia e mi baci, il mio ultimo desiderio è realtà, senza bisogno delle stelle, che in un attimo perdono ogni importanza, riportandomi con i piedi per terra, rimettendo le cose al loro posto.
Mi gira ancora la testa, decido finalmente di andare a raccattare le magliette dall’albero di ciliegie prima che il vento le regali a qualche vicino, tu dormi ancora ti guardo sorrido e mi accendo una sigaretta.

Racconto di SMT rubato da www.romaristora.it 

Posted 2 years ago at 7:01 am.

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Giringiro in Perù

Le Avventure Peruviane Dei Magnifici Quattro

I 4 si incontrarono una mattina, molto prima del sorgere del sole, con le facce allegre, anche se i segni della levataccia si vedevano chiaramente sui loro volti .. borse, zaini attrezzatura varia, tutto pronto per incominciare l’avventura dell’anno. L’aeroporto ha il fascino di una stazione degli autobus, dove centinaia, se non migliaia di persone vagano da una parte all’altra di spazi non quantificabili, come se ognuno si fosse perso, tra marmocchi addormentati, americani chiassosi e vacanzieri della domenica.
I magnifici quattro, certo questo è il nome corretto per indicare il gruppo, attendevano di potersi imbarcare e finalmente incominciare sul serio il loro viaggio responsabile che li avrebbe portati oltre oceano, proiettandoli nel magico quanto poco conosciuto Perù, luogo favoleggiato a lungo nella mente di ognuno di loro e dove sicuramente avrebbero incontrato intense realtà umane, diverse dal quotidiano italico, oltre che località amene e pregne di millenni di storia e di cultura.
Dopo un interminabile viaggio e dopo aver persino perso la voglia di chiacchierare, si ritrovarono immersi, come fantastico benvenuto, nella “garrua”, la tipica foschia di Lima, densa e pesante, che ricopre tutto rendendo omogeneo un paesaggio che invece è incredibilmente attraente e ricco di poliedriche sfaccettature. Il disagio ed il momentaneo disorientamento, dovuto in parte alla garrua, in parte al repentino cambio di clima (in Italia si girava in costume da bagno) fu attenuato, se non cancellato, dal calore dell’accoglienza riservata loro dalle regine del CEPROF., esempio significativo di quello che i magnifici quattro immaginavano come significato del termine “responsabile”, quando si imbarcarono nella loro “responsabile” vacanza.
Descrivere le sensazioni e gli stati d’animo che, a migliaia di chilometri dai luoghi domestici, entrano nelle persone è difficile se non impossibile … gli odori, i colori, il suono delle parole e del mondo, diviene un tutt’uno con i propri pensieri, liberandoci ed intrappolandoci in un caleidoscopico vortice emozionale senza ne capo ne coda, creando ispirazioni e buoni propositi che in un attimo scompaiono sostituiti da nuovi e migliori intenti che a loro volta sono rimpiazzati ancora e ancora, senza sosta, lungo l’impeto di una molteplicità emozionale propria di chi, come accade a molti di noi, per la prima volta, entra a contatto con una delle culture più importanti e misteriose che la storia umana abbia mai potuto annoverare nei suoi libri di testo.

Il giorno successivo i quattro giovani furono catapultati nell’Ombelico del Perù, la mitica cittadina di Cuzco: proprio Ombelico è infatti il significato attribuibile al nome della città Inca, fondata secondo le leggende dai fratelli divini Manco Capac e Mama Ocllo.
Proprio Cuzco, considerata da tutti la capitale storica della nazione, fu la loro patria per una settimana di divertimento, giornate spese tra piatti di Trucha, Cinceros, Rocoto relleno, Birra ed Inca Cola (che schifezza) , camminate, scalinate, fiatoni, escursioni, sorrisi, fotografie, gente, luoghi, storia, natura e ancora camminate, scalinate, fiatoni, escursioni, sorrisi, fotografie, gente, luoghi, storia, natura, senza mai stancarsi, senza mai perdere il sorriso, non curanti dei tremila e passa metri di quota che praticamente rendevano ognuno di loro come una resistente Vigogna, ruminando e mangiando in continuazione, compensando in questo modo le energie che inevitabilmente consumavano durante il giorno.
Si acclimatarono perfettamente, qui la stoffa del viaggiatore viene fuori senza tema di smentita, e diedero inizio al loro peregrinare, non solo responsabile ma anche e soprattutto, enogastronomico (molto enogastronomico! – quello che non strozza, recita l’antico proverbio inca, ingrassa!)
Durante la loro permanenza in quella terra ricca di sapori, colori e odori, furono in grado di sperimentare innumerevoli varietà di cibi e bevande che vennero loro consigliate e offerte durante il viaggio di conoscenza.
Si meritarono la definizione di “degustatori eccellenti” del cibo peruviano, soprattutto riuscirono ad evitare con abilità è forza di adattamento, attacchi fulminanti di mal di pancia, così come indigestioni ed acciacchi intestinali di vario tipo, quindi si poterono fregiare anche della personalissima definizione di “ Molazze della cordillera”.
Lasciato l’Ombelico del Perù alle loro spalle si diressero verso l’enorme lago che ospitava numerose Comunità rurali oltre a strani villaggi galleggianti abitati dal popolo Uros, occupanti di queste isole di cannicci legati tra loro che vivono seguendo assolute regole di democrazia e semplicità, senza corrente elettrica e senza le consuete comodità della terra ferma.
Si divertirono ad approfondire le conoscenze e le usanze di questi villaggi, di cui avevano sentito parlare solo in antiche storie raccontate a scuola.
Furono ospitati in una casetta che si affacciava sul lago e dalla quale si poteva ammirare la Cordillera Blanca boliviana , goderono della natura e della spettacolare alba sul lago, poterono ballare e ammirare i costumi degli indigeni isolani che li allietarono con la loro festosa danza colorata.
Furono partecipi di momenti di vita completamente diversa dalla loro e spesso ne rimasero incantati e stupiti.

Durante la tappa successiva rivissero in prima persona l’esperienza che fece diventare famose le Terme Romane: incontrarono delle pozze naturali, con acqua termale a diverse gradazioni. Si immersero e goderono appieno dei benefici di un bagno termale sotto le stelle: chiacchierarono, conobbero altri avventurieri, si rilassarono e bevvero una bevanda corroborante consigliata dai frequentatori di quel posto magico.
Soddisfatti e rilassati fecero rientro alle loro stanze, dove furono coccolati tutta la notte da dolci sogni.
La mattina successiva poterono ammirare il volo di maestosi quanto rari uccelli, i Condor! Camminarono lungo un sentiero, percorrendo il fianco di un profondissimo canyon fino a raggiungere una roccia, dove silenziosamente attesero di ammirare lo stupefacente spettacolo del volo dei maestosi uccelli.
Ne furono incantati e deliziati e non poterono più dimenticare quell’immagine spettacolare che rimase per lungo tempo impressa nei loro occhi.
Con quel ricordo ripresero il loro viaggio verso la Città Bianca dove ebbero la possibilità di ammirare un monastero tanto austero quanto affascinante.
Ne percorsero le vie lasciandosi raccontare la storia di quel posto tanto adatto a immortalare momenti di raccoglimento e serenità.
Ripresero poi la loro verde carrozza, soprannominata per l’occasione “La rapida”, e continuarono il viaggio di conoscenza che li portò lungo le rive dell’Oceano Pacifico.
Quale meraviglia poter ammirare anche le bellezze e le caratteristiche dell’oceano!
Furono testimoni della presenza di una vita marina che non avevano mai potuto immaginare: delfini che danzavano, cormorani che pescavano, leoni marini che giocavano, conchiglie di ogni genere che parevano lì solo per farsi ammirare. Che bellezza! Che emozione! E che dire della sabbia che al loro passaggio pareva cambiar colore: grigia .. gialla .. ocra .. rossiccia ..
Si presero un giorno di riposo quando apparve alla loro vista un’oasi vera e propria.
Fu anche l’occasione per divertirsi a scalare una duna e rilassarsi un po’ sotto il sole.
Uno di loro si divertì persino a farsi il bagno e a fare amicizia con i pappagalli che curiosi studiavano questi personaggi strani arrivati a casa loro.
Poi ripresero la strada diretti alla città immersa nelle nebbie perché era giunto il momento di fare ritorno, dopo tante avventure vissute in quella terra così lontana e così diversa dalla loro.
Ringraziarono e salutarono tutti coloro che così calorosamente li avevano accolti e accompagnati nella loro avventura oltreoceano e improvvisamente si ritrovarono a casa loro, in compagnia delle loro famiglie e dei loro amici.

.. Ma!!?? .. era stato tutto vero o avevano sognato??

Ringrazio i protagonisti di quest’avventura: Francesca, Carla, Marco, Manuela

– a cura della bandabassotti e SMT -

Posted 2 years ago at 10:48 pm.

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Una Candela per il Tibet

Giovedi 7 agosto, la notte prima che comincino le Olimpiadi partecipa a 
Candle in My Window – for Tibet
Accendi una candela a casa tua, sul tuo posto di lavoro o in un posto pubblico.
Non sarai solo. 
Milioni di persone nel mondo faranno la stessa cosa per la liberta e la speranza.
E le nostre candele verranno viste da miliardi di persone sugli schermi televisivi di tutto il mondo il giorno di inizio delle Olimpiadi.
Il Tibet non verra dimenticato. 
Visita 
http://www.candle4tibet.org/ da subito ed invita i tuoi amici a partecipare a questo evento.

Possiamo farcela. Il mondo ci guarderà.

Posted 2 years, 1 month ago at 7:31 am.

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