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Giromoto al Santuario del Deserto

Guardando la mappa per decidere i giri motorettistici della domenica, cercando di cambiare meta ogni volta, scopriamo che esiste un “deserto” al confine tra Piemonte e Liguria nel quale è stato costruito il Santuario della Madonna del Deserto. La leggenda popolare racconta che nel 1725 la Madonna del Deserto abbia compiuto un importante miracolo: per uno dei sentieri di collegamento tra Liguria e basso Piemonte una donna camminava con il figlio cieco dalla nascita diretti alla città di Ceva, dove sapeva esserci un medico che curava i ciechi. Giunti in località Madonna del Garbazzo e trovando rifugio per la notte presso l’essiccatoio, la donna si mise a pregare l’effige della Madonna con il bambino in grembo che era stata disegnata da uno sconosciuto anni prima, forse per ottenere la grazia o l’assistenza durante quel lungo viaggio. La mattina seguente, ripartendo, il figlio per la prima volta disse “mamma come sei bella!”. Ecco che era avvenuto il grande miracolo annunciato a gran voce dalla donna.

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Si parte!

Domenica 2 giugno 2019: partiamo alla volta del Santuario del Deserto dove giungiamo attraverso un percorso di montagna, in mezzo a boschi e strade mantenute non in maniera impecabile; arrivando, con stupore estremo, scopriamo che c’è pochissima gente, un gruppetto di boy scouts e qualche pellegrino che, come noi, probabilmente è venuto casualmente a conoscenza del Santuario. Ci dispiacciamo di questo, perché come sempre, nel nostro paese non c’è attenzione né voglia di portare turisti e fedeli in luoghi che potrebbero essere super frequentati e conosciuti.

Proseguiamo la nostra corsa lungo il lago di Osiglia, sempre nella zona, e tra una curva e l’altra terminiamo la nostra discesa a Finale Ligure. Facciamo una piccola pausa e risaliamo in sella per rientrare. Ci godiamo il paesaggio collinare del nostro bel Piemonte, le Langhe e il Roero, costellati di vigneti e alberi di nocciole, sono un ristoro per gli occhi e per l’anima. Ogni volta che ci passiamo ci diciamo che non abbiamo nulla da invidiare a nessun altro paese o regione al mondo, davvero nulla!

Arriviamo a casa dopo i nostri 319 km in sella, soddisfatti e con il lato b un pò dolorante, essendo la prima uscita su due ruote seria della nostra stagione. Non vediamo l’ora di ripartire! Chissà quale sarà la prossima meta?

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